La musica parte del cuore e arriva al cuore

NOTE IN LIBERTA’: DOVE TI PORTA LA MUSICA?

Prima di quel giorno lì, ma chi c’era mai entrata in un carcere? Io no.
La prima volta che sono entrata a Rebibbia, anche se sapevo che da lì a qualche ora sarei tornata alla mia bella vita, mi sono sentita un animale in trappola, come se non ci fosse via d’uscita.
La porta che si apre davanti a te corrisponde ad una porta che si chiude dietro di te, con un tonfo anonimo, pesante, enorme,colpevole.
Questi corridoi bui, grigi, con le finestrelle alte econ le sbarre… e questo puzzo di minestrone, puzzo di chiuso, puzzo di galera, insomma.
E il meglio deve ancora venire… c’è ancora l’incontro con le detenute, le carcerate. Chi saranno mai…come saranno fatte… Donne più o meno giovani con condanne pesanti:chi 8, chi 10 anni, chi fine pena mai. Tutte nere, o zingare, un paiodi italiane. Tutte stonate. Noi andiamo lì per insegnare loro ilgospel. Non ci riusciremo mai….
E’ così che entri in carcere;piena di paure, di angosce, di preconcetti e pregiudizi, anche con un po’ di presunzione e con il desiderio che tutto finisca presto.Intendiamoci, nessuno ti obbliga, il desiderio del volontariato lo senti e lo vuoi fare, ma certo è che l’impatto con quella realtàè fortissimo e non sai cosa ti aspetta.
Ma la domanda non è“come ci entri”, ma “come ne esci”.
Io ne sono uscita nuova. Ora che scrivo ho le lacrime agli occhi ma non riesco mica a trattenerle, scendono copiose. E lasciale scendere, mica è vergogna.Sono lacrime di gratitudine, di affetto, di nostalgia.
Quelle porte non sono più una trappola, ma sono grandi opportunità.Opportunità di crescere, opportunità di capire quanto sia edificante abbandonarsi allo stupore della reciproca conoscenza, allo stupore dell’anima e del cuore che si lasciano riempire senza filtri.
Porte che si aprono e chiudono non hanno più un suono anonimo, ma lo riconosci e lo aspetti con ansia, perché sai che quello che stai per vivere lì dentro sarà un metro di giudizio formidabile per quando poi sarai lì fuori. Tutta la tua vita si ricompone e si reinquadra, tutto prende il giusto posto e il giusto peso. Nei corridoi voli, e quel puzzo.. e chi lo sente più.
Le detenute sono le mie ragazze. Le conosco ognuna per nome, echissene frega se sono nere/gialle/bianche o zingare o italiane,quello che hanno fatto per stare lì. Sono le mie bellissime ragazze,e non passa un giorno della mia vita che non abbia un pensiero perloro o che non le ricordi nelle mie preghiere. Le porto tutte eciascuna nel mio cuore.
Sono ancora stonate, ma cantano il gospel meglio di chiunque altro. Loro sono IL GOSPEL, sono miracolo che solo la musica può fare. Quella che parte dal cuore e arriva al cuore. Da loro ho imparato e ricevuto molto più di quello che ho insegnato e dato loro. E’ sempre così, e ringrazio Dio che lo sia.
Quello che ho vissuto e che sto vivendo e che vi sto così visceralmente raccontando, lo posso vivere grazie al progetto NOTE IN LIBERTA’.
NOTE IN LIBERTA’ è un progetto realizzato dalla nostra Associazione, ALL OVER GOSPEL CHOIR, per promuovere il messaggio gospel attraverso l’apprendimento di questo genere musicale.
Il progetto nasce due anni fa dopo che il coro siè esibito, nel Natale del 2010, nel teatro del carcere femminile di Rebibbia. La risposta inaspettatamente positiva e la richiesta da parte di alcune ragazze di poter lavorare a questo progetto, si è incontrata con il nostro desiderio di operare nel sociale e ha subito messo in moto la macchina burocratica; così nel febbraio del 2011 si è potuto iniziare a lavorare con loro.
Attualmente il gruppo di lavoro è costituito da un responsabile (Federica Coppari), dal direttore artistico del coro (Maestro Giovanna Ludovici) e da un gruppo di 10 coristi impegnati a turno, sempre con il responsabile eil direttore artistico.
Gli incontri avvengono settimanalmente, il lunedì pomeriggio, durante l’ora d’aria delle ragazze, dalle 15:00 alle 17:00.
Lo scorso giugno, al termine del primo corso, si è tenuto un bellissimo concerto nel giardino del penitenziario, dove le ragazze hanno avuto il piacere di esibirsi per le loro compagne insieme agli altri componenti del coro.
Il progetto di quest’annoè molto più ambizioso; oltre al consueto concerto di fine corso è desiderio dell’Associazione poter far esibire le ragazze al di fuori del carcere, in un teatro di grandissima tradizione e di cui l’Associazione è socio fondatore, il TEATRO VALLE OCCUPATO.

(di Federica Coppari)

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