Con il termine Gospel oggi si intende il canto popolare su tema evangelico. Gospel in italiano significa
infatti vangelo. In origine i canti Gospel non erano canti religiosi, ma sono frutto della fusione della tradizione canora africana
con i testi della musica sacra europea. Le origini si possono far risalire al XVII e XVIII secolo durante la schiavitù dei Neri
africani che venivano portati a lavorare nelle piantagioni di cotone degli Stati Uniti meridionali. I loro canti li accompagnavano
durante il giorno per alleviare la fatica e anche per comunicare fra di loro. Successivamente i predicatori battisti e metodisti che
provenivano dall'Europa li convertirono al Cristianesimo ed essi cominciarono a cantare canti religiosi derivati dagli inni inglesi
ai quali furono aggiunti i ritmi e i colori africani. Nacquero così gli Spirituals. Le prime melodie religiose degli schiavi risalgono
invece agli inizi del XVIII secolo, quando l'approccio dei neri al Cristianesimo avveniva ancora in forma clandestina, perchè proibito
dai loro padroni. Quei canti erano, tutto sommato, una rielaborazione in chiave cristiana della musica rituale africana. Lo schema
interpretativo che seguivano era suggestivo ma fisso. Un leader pronunciava ad alta voce una frase, generalmente tratta dalle Sacre
Scritture, mentre il coro la ripeteva subito dopo, riproducendo la stessa intonazione e le medesime inflessioni della voce guida.
Alcuni elementi liturgici afro-cristiani, ma soprattutto l'uso di tamburi e percussioni, l'impiego di cori polifonici scatenati
sui ritmi più incandescenti della tradizione nera, si unirono ai primi del secolo alle nascenti forme del jazz.
Sono infatti le voci che risuonano nelle chiese nere a ispirare
le prime strumentazioni e i primi arrangiamenti dei jazzisti, che guardano ancora alla famiglia degli spirituals per la loro musica.
Ad ampliare la vasta gamma di composizioni musicali denominate spirituals (che sul piano contenutistico sono volti soprattutto all'esalta
zione di una prospettiva di liberazione del popolo nero) sono le realizzazioni dei predicatori itineranti dai primi del Novecento agli
anni Quaranta. La sintassi musicale adottata da questi personaggi integrava le esperienze melodiche del folclore anglosassone con le
semplici cadenze armoniche del blues, la perfezione formale dell'innodia metodista con l'intensità emotiva del jubilee. Negli anni
Trenta, invece, a una fase di sviluppo della musica sacra, che era stata essenzialmente rurale, segue un momento di elaborazione
essenzialmente urbana. Le case discografiche spingevano per una massiccia commercializzazione che i modelli esistenti di spiritual
non potevano più soddisfare a lungo. Tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX il patrimonio dei canti religiosi afro-americani
inizia ad essere raccolto e studiato. Viene depurato
dagli africanismi residui, riarrangiato, armonizzato e riproposto da grandi complessi vocali neri. In questa operazione si distinguono
soprattutto i Fisk Jubilee Singers, un coro interamente animato da studenti e professori dell'Università Fisk di Nashville. Il loro
intervento coincide con un adeguamento della tradizione afro americana all'estetica occidentale. Una sintesi sistematica di tutti i
generi sacri nero-americani, e insieme una rielaborazione rigorosa e fedele di essi, riesce al pianista e compositore T. A. Dorsey.
Il suo sforzo è quello di modernizzare gli antichi moduli espressivi senza tradirli. Uno sforzo che si sostanzia con la creazione di un
nuovo genere : il GOSPEL.
Compatibility
Il termine musica Gospel può riferirsi sia (strettamente) alla musica religiosa che emerse nelle
chiese afroamericane negli anni trenta sia alla musica religiosa composta e suonata da artisti, di qualunque etnia, del sud degli States.
La separazione tra i due stili, infatti, non fu mai assoluta: entrambi nascono dalla tradizione degli inni metodisti.
Tuttavia, anche se alcuni brani di una scuola sono mutuati dall'altra, la netta divisione tra America nera e America bianca e tra chiesa
nera e chiesa bianca, tenne le due correnti divise. Anche se queste divisioni si sono leggermente allentate nei precedenti 50 anni, le
due tradizioni restano tuttora distinte. In entrambe le tradizioni alcuni artisti si limitano ad apparire in
contesti puramente religiosi mentre altri cantano anche nei night club. La maggior parte degli artisti tende a suonare in entrambi i contesti.
È frequente che includano un pezzo religiosoin una performance secolare, sebbene non succeda quasi mai il contrario.
Willie Ruff, professore afro-americano di musica all'Università Yale, sostiene che la musica Gospel condivide la stessa struttura dei
salmi cantati dalla chiesa scozzese presbiteriana, struttura nota come 'lining-out'. Questa consentiva di usare una sola copia della
Bibbia per tutta la chiesa poichè il pastore cantava una riga del salmo all'assemblea e questa rispondeva ricantandola arricchita del
suo timbro ed emozione. Ruff sostiene, sebbene altri lo contestino per "razzismo accademico", che questa forma di canto venne udita
dagli schiavi Afro-Americani nelle chiese dei loro padroni e che essi la svilupparono in uno stile proprio e personale.